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Su di me

Sono Diana Gabriela, ma basta Diana, od anche solo Dì.
È stato proprio questo nomignolo, breve e delizioso, che ha permesso la nascita di tutto questo.

Ma facciamo un passo indietro.

Figlia di chi?

Mi sono scoperta nascere in un paese non mio, o meglio, un paese che non è stato natale anche per i miei genitori e per nessuno degli avi a cui riesca a risalire.
I parenti più prossimi sono originari della Romania. Da parte di madre però, dai bisnonni e indietro, trovo influenze albanesi, armene e greche.
La multiculturalità e il bilinguismo hanno contraddistinto la mia infanzia e la mia vita intera fino ad oggi. Lo faranno per sempre e ne sono grata.
Di chi sono figlia allora? Un po’ mi viene da chiedermelo…

So di esser figlia di una coppia visionaria. E questo mi ha permesso anche di sognare, dopotutto.
Immersa nell’arte della cara nonna materna, che nel
suo immenso amore, dalla Romania a qui,
insisteva affinché seguissi le sue orme.
Immersa nel rock classico del papà, grandissimo intenditore, dal superbo intelletto.
Sommersa dalle parole sagge della mamma, sempre pronta a raccontarmi la morale da trarre, in ciascun contesto.

Percorso di vita

Ho apprezzato la scuola, sognando fin da bambina la carriera universitaria.
Mi sono laureata in Economia Aziendale e specializzata in Management e Finanza. Il percorso accademico mi ha intrigato parecchio eppure, fin da principio, sapevo non essere la mia strada.

Ho compreso molto presto che quanto più mi appassiona sono le storie, i racconti, i romanzi di formazione piacevolmente lunghi.
Ricordo di essermi ritrovata a scrivere per la prima volta – e con la volontà di farlo – intorno ai dodici anni.
Con maggiore stabilità e programmazione ho cominciato a dedicarmi alla scrittura durante gli anni del liceo e sono stati proprio quelli i momenti a suggerirmi: “Hey, ti piace farlo, perché non ti ci dedichi?”

Gli anni universitari mi hanno allontanata inevitabilmente dalla mia indole ma sono contenta ora di averla riscoperta.

Percorso di vita

Ho apprezzato la scuola, sognando fin da bambina la carriera universitaria.
Mi sono laureata in Economia Aziendale e specializzata in Management e Finanza. Il percorso accademico mi ha intrigato parecchio eppure fin da principio sapevo non essere la mia strada.

Ho compreso molto presto che quanto più mi appassiona sono le storie, i racconti, i romanzi di formazione piacevolmente lunghi.
Ricordo di essermi ritrovata a scrivere per la prima volta – e con la volontà di farlo – intorno ai dodici anni.
Con maggiore stabilità e programmazione ho cominciato a dedicarmi alla scrittura durante gli anni del liceo e sono stati proprio quelli i momenti a suggerirmi: “Hey, ti piace farlo, perché non ti ci dedichi?”

Gli anni universitari mi hanno allontanata inevitabilmente dalla mia indole ma sono contenta ora di averla riscoperta.

Il progetto

Ed eccoci quindi al succo.
Desideravo scrivere ma non sapevo come fare a trovare il mio spazio.

L’otto marzo del duemilaventi è stata la vigilia del lockdown.
Avevo in programma un’escursione con una carissima amica. Viviamo a pochi chilometri di distanza ma un fatidico confine di regione ci ha fatto desistere dal vederci.

Non ne ero felice.
Uscii comunque, in solitaria, nel cuore delle risaie. Ed è lì che ho ricevuto l’illuminazione. Volevo parlare.
Volevo che gli altri vedessero, comprendessero.
Volevo essere utile.

E allora…
“Dì, che pensi di fare?”
“Eh, Dì?”
“Forza Dì, concentrati, dì qualcosa!”
“Dì, dì… Dì di…” (Didi è uno dei nomignoli a cui rispondo…) “Dì di… domani!”
“Sì… domani, però ora, mannaggia! Fallo ora!”

E allora, Dì:

“Dì di domani… oggi!”

 

Tutto il resto è venuto lungo il percorso.
Basta una scintilla alle volte.

Spero di essere una buona scintilla, sfavillante, illuminante.

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